Quest’anno il mio viaggio in Madagascar è stato ancora più speciale: con me sono partiti dieci amici di Pisa, al loro primo incontro con questa terra straordinaria: dopo aver sostenuto un progetto a distanza, vederlo dal vivo è stato per tutti un momento intenso ed emozionante.
Poi sono arrivate le 2 amiche e volontarie di Mitia che ancora una volta mi hanno accompagnato in quest’avventura. Poi è arrivato il momento ancora più emozionante: l’arrivo dei miei genitori, accompagnati da amici, fondatori del nostro impegno di solidarietà. Essere accolti con tanto rispetto dalle suore e dai ragazzi, ha reso le giornate ancora più intense e significative.
Durante i miei due mesi e mezzo nella regione di Toliara, ogni giorno è stato un susseguirsi di esperienze fatte di sorrisi, scoperte e condivisione. Abbiamo trascorso giornate tra villaggi e scuole, accanto a bambini, insegnanti e qualche genitore: piccoli gesti quotidiani che però raccontano molto più di quanto le parole possano dire.
Le nostre attività hanno coinvolto molte scuole: dalla sistemazione della biblioteca alla distribuzione del materiale scolastico, fino a momenti di giochi, attività e feste che hanno riempito di allegria aule e cortili. Come sempre, i bambini sono stati al centro di tutto.
Non sono mancati incontri speciali con gli studenti universitari sostenuti da MITIA: ascoltare i loro sogni e progetti ci ha ricordato quanto un gesto di solidarietà possa trasformarsi in opportunità reale di crescita e speranza.
Tra i ricordi più belli del viaggio ci sono le inaugurazioni vissute insieme: alla scuola Ranomasina, con le due nuove tettoie e la cisterna d’acqua dolce, e ad Ankilimalangy, con l’apertura della nuova aula materna e quel gesto sorprendente dei genitori — il tacchino donato a mio padre come segno di grande rispetto. Momenti che restano nel cuore sono anche i sorrisi dei bambini quando abbiamo distribuito la merenda (una baguette o i tradizionali mokary) e il pranzo, un semplice ma prezioso piatto di riso con legumi (l’unico pranzo della giornata).
La partenza, all’alba da Anakao e poi da Tulear, è stata un vortice di emozioni: bambini e ragazzi sono venuti a salutarci, stringendoci in un affetto che porterò con me per sempre.
Sandra